In Regione Molise

 

 

INIZIATIVE

 

 

 

Alla cortese attenzione :

Antonio CHIATTO Coordinatore regionale Amici della CATTOLICA CAMPOBASSO

Egregio Dott. Chiatto, La ringrazio per l’attenzione avuta nei miei confronti sul delicato tema del rapporto pubblico-privato nella gestione del sistema sanitario regionale. Con pacatezza riconfermo le posizioni già espresse nel luglio dello scorso anno sul ruolo significativo che svolge il Centro della Cattolica in Molise. Anche in quell’occasione diversi interlocutori mi tacciarono di sostenere gli interessi della sanità privata a scapito del servizio pubblico. Non mi sorpresi allora per simili osservazioni, né mi sorprendo oggi a ricevere la Sua nota di tutt’altro segno. Ieri come oggi, sostengo che il diritto ad essere curati, è sancito dall’art. 32 della Costituzione e deve essere reso esigibile ed accessibile a tutti i cittadini senza alcuna discriminazione né distinzione territoriale, reddituale, etnica o religiosa. Purtroppo, salvo rarissime eccezioni, nel Mondo e anche nei principali paesi industrializzati come gli Stati Uniti, tale condizione di diritto non sussiste. Coloro che hanno i soldi possono curarsi meglio a discapito di altri esseri umani che non godono delle stesse possibilità. L’Italia è una delle poche realtà in cui, dopo rivendicazioni secolari delle classi meno abbienti, è sancito nella Costituzione e quindi nella legge 833/1978 il diritto universale di cittadinanza ad essere curati al di là del censo, del lavoro e del reddito. Questa conquista ha consentito di costruire un sistema sanitario pubblico di valore che ci colloca al 2° posto per qualità nella classifica stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il modello italiano è stato saggiamente capace di intrecciare l’offerta del servizio pubblico con i poli di eccellenza della ricerca e della sanità privata a beneficio di tutti i cittadini che ne hanno potuto usufruire gratuitamente. Ebbene, non so se difendere questa intelligente sinergia pubblico-privato è cosa arcaica, ingiusta o non condivisibile coi tempi che corrono ? Personalmente sono convinto che il cardine dell’organizzazione dell’offerta sanitaria deve essere assicurata da un servizio pubblico, efficiente, capillare e di qualità. In aggiunta è auspicabile un’integrazione di offerta assicurata da centri privati, fondazioni, università, enti morali e quant’altro. Per queste ragioni ho mosso dei rilievi sulla proposta di Piano Sanitario Regionale approntato dalla Giunta Iorio. Ho riscontrato un indebolimento del servizio pubblico in favore della sanità privata dimostrato dai tagli ospedalieri e dalla strutturazione di alcuni dipartimenti inter-aziendali. Ho inoltre osservato che la presenza di tre Università sul territorio regionale in rapporto ai circa 600 milioni annui di fondi disponibili per il sistema sanitario è oggettivamente eccessivo. Quindi non ho mosso contestazioni ideologiche insensate al Piano Sanitario bensì mi sono limitato a difendere il convento del sistema pubblico sapendo di andare controcorrente in un’epoca dove vanno come un cannone coloro che stringono accordi con singoli frati a scapito del bene comune.

Michele Petraroia