In Regione Molise

 

 

INIZIATIVE

 

 

 

Campobasso, 17 maggio 2008

Alla c.a. Dott. Francesco MIRANDA Presidente ANCI Molise 86100-CAMPOBASSO

Oggetto : Modello Molise.

Egr. Presidente, non concordo con la Sua valutazione positiva circa il funzionamento ottimale del Modello Molise sulla ricostruzione post-terremoto e rilancio del sistema produttivo locale. Basta visitare le aree del cratere per constatare che migliaia di famiglie sono ancora alloggiate in prefabbricati di legno o in sistemazioni provvisorie. E siamo al sesto anno dal terremoto. Se poi chiediamo agli imprenditori della zona se e in che misura hanno usufruito di sostegni pubblici per le loro attività emerge un quadro sconfortante. Dal combinato disposto dei ritardi nella ricostruzione delle case e dell’assenza di lavoro, leggendo i dati di ogni istituto economico o osservatorio sociale, ne consegue un’accentuazione del trend di calo demografico, abbandono dell’area e fuga dei giovani. Da questi dati scientifici inoppugnabili emerge che il Modello Molise è fallito e non per semplice colpa del Presidente-Commissario che ha accentrato i poteri ma perché l’impostazione politica iniziale è stata sbagliata. Serviva una legge nazionale che delimitasse l’area colpita e sancisse come diritto del territorio che uno specifico capitolo del Bilancio dello Stato fosse annualmente impegnato per la messa in sicurezza, la ricostruzione di case e infrastrutture, e per il rilancio dell’economia locale. E’ con simile modalità che lo Stato è sempre intervenuto fino dal terremoto di URURI dei primi anni sessanta fino alle calamità del Friuli, del Piemonte e da ultimo di Umbria e Marche. Le sembra corretto che in questa vicenda del Molise nulla è chiaro. Se il terremoto ha colpito una parte di territorio per circa 40 comuni a voler essere magnanimi perché i provvedimenti adottati hanno riguardato l’intera Provincia per un verso e tutta la Regione per altri benefici ? Se ci si fosse concentrati prioritariamente sull’area danneggiata a partire dalle case e dal lavoro non avremmo utilizzato in modo più oculato i fondi stanziati ? Ma Le pare giusto che in un comune dove non c’è stato fortunatamente né il terremoto e né l’alluvione giungano finanziamenti del Commissario Delegato per il Sisma ? Ricordo le polemiche politiche nei mesi successivi alla calamità di S.Giuliano contro l’allora Sindaco di Campobasso, Prof. Augusto Massa, che si rifiutò di firmare Ordinanze di sgombero là dove non ce n’era motivo e venne aggredito perché faceva perdere un’opportunità alla città. Visto le richieste di Trivento pari a oltre 200 milioni di euro Campobasso poteva sommare miliardi di danni. Eppure Augusto Massa ebbe il coraggio di dire no perché i soldi pubblici sono di tutti e vanno impiegati per risolvere il problema a chi ce l’ha altrimenti sulle calamità ognuno intravede un’occasione a scapito dei malcapitati di turno. Capisco che Lei, legittimamente pagato, quale componente del Comitato Strategico di Supporto al Commissario Delegato debba fare una difesa d’ufficio. Ma il vero scandalo è che chi ha perso la casa è ancora nei prefabbricati nel mentre in tanti col terremoto in un modo o nell’altro hanno tratto vantaggi.

Distinti Saluti Michele Petraroia