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EOLICO. UN’OCCASIONE BUTTATA AL VENTO!

Dopo anni di deregolamentazione legislativa e mesi di tatticismi, rinvii e scontri, il Consiglio Regionale ha finalmente approvato una legge che disciplina l’insediamento di impianti eolici sul proprio territorio. La nuova norma offre un quadro di certezze agli amministratori, alle associazioni e alle imprese. Interviene sulle istruttorie in corso per l’installazione di altri 1.500 pali eolici fissando il numero massimo a 545, comprensivo dei 296 pali già autorizzati e in funzione. In pratica con la nuova legge potranno aggiungersi altre 249 torri eoliche. Nel testo si escludono impianti eolici nella Valle del Tammaro salvaguardando l’antica città di Altilia. La Minoranza ha avuto il merito di assumere l’iniziativa di legge con Romano e Ottaviano, lavorare in 3° Commissione con proposte di modifica ed evitare il rinvio sine-die di un provvedimento legislativo con la conseguenza che prima o poi sarebbero state rilasciate autorizzazione per 1.700 pali. Purtroppo l’articolato nella seduta consiliare è stato blindato dalla Maggioranza, divisa al proprio interno, e che più volte ha chiesto la sospensione dei lavori per dirimere i contrasti insorti. Questa pessima scelta del Centro-Destra ha impedito di confrontarsi in modo aperto con gli emendamenti migliorativi presentati in Aula che hanno avuto il solo merito di evitare un ulteriore peggioramento della normativa. In particolare la Minoranza aveva chiesto l’esclusione dell’area delle Mainarde e del Matese oltre che del Comune di Pietrabbondante per tutelare beni naturalistici e archeologici di assoluto pregio. Aveva sollecitato distanze più sicure dalle strade, dalle case sparse, dai centri urbani e dalla costa, per l’incolumità dei cittadini e per non danneggiare gli operatori turistici dell’area adriatica già alle prese con i contraccolpi degli impianti off-shore. Il No della Maggioranza ha impedito un testo di legge più sicuro.

Campobasso, 14 maggio 2008

Michele Petraroia