Caro Franco Valente

i boy scouts svolgono un’azione meritoria sempre più rara in una società fluida con pochi ancoraggi e ancor meno certezze. Lasciamoli in pace e rispettiamo il loro impegno. Sulla mia attività di depistaggio politico e di distrazione della pubblica opinione confesso le mie colpe. Da ultimo sulla sanità con un’interrogazione presentata all’Assessore al ramo e a quello al Bilancio. Confesso di non aver capito perché se a pag. 248 del B.U.R.M. n.10 del 30.04.2007 il debito accumulato al 31.12.2005 era pari a 388 milioni di euro e per estinguere lo stesso è stato acceso un mutuo trentennale, si sono elevate al limite massimo le imposte e sono affluiti in corso d’anno circa 250 milioni di euro dal fondo di solidarietà nazionale, per quale ragione con la determina dirigenziale n.4/2008 vengono utilizzati altri 215 milioni di euro accesi con altro mutuo trentennale garantito dallo Stato in applicazione della Finanziaria 2008 ? E si può sapere quanti sono i debiti veri della sanità molisana, magari prima che l’Assessore eletto Senatore lascerà la delega in altre mani ? E perché non si discute del nuovo Piano Sanitario Regionale in Consiglio ? Trattasi di centinaia di milioni di euro che appaiono e scompaiono all’insaputa della collettività, nel mentre strutture come le Case Famiglie vantano crediti per diverse annualità con grave pregiudizio per l’attività di cura e per il pagamento dei salari. Mi rendo conto che occuparsi di simili questioni per chi fa politica non è tutto. Sono d’accordo. Per questo in solitudine ho presentato un esposto alla Procura della Repubblica sulla fase antecedente le ultime elezioni regionali quando vennero sfornate centinaia di delibere in una condizione di dichiarata decadenza della Corte d’Appello e di ordinaria amministrazione consentita dalle leggi. E in solitudine sulla gestione della ricostruzione post-terremoto, sulla sanità, sul bonus computer, ecc. mi sono rivolto alla Corte dei Conti e alla Procura. Sono consapevole che fare il proprio dovere in sede istituzionale con interrogazioni, mozioni, proposte di legge e altro, non è sufficiente. Occorre alzare lo sguardo e adoperarsi per costruire un’alternativa di valori, di ideali e di comportamenti. Bisogna avere in mente un progetto per il Molise e unire in una sintesi più avanzata, le migliori energie e le esperienze più innovative. Su questo aspetto siamo in ritardo e confesso la mia parte di responsabilità. Sono parte di una classe dirigente e tocca anche a me assumere posizioni chiare stimolando il dibattito e valorizzando le differenze ed il pluralismo. Allora perché non ci siano fraintendimenti ricordo a tutti che Veltroni è stato eletto segretario da tre milioni di italiani e Annamaria Macchiarola da 11 mila molisani. Gli organismi dirigenti del Partito Democratico non scaturiscono da complotti nelle segrete stanze bensì da una delle più avanzate occasioni di partecipazioni popolari quali le primarie del 14 ottobre. Rispettare il pluralismo non può equivalere alla dittatura della minoranza dove chi perde impone la linea politica. Fatta questa puntualizzazione per le amministrative di Venafro ritengo indispensabile, vista il valore emblematico delle stesse, che se ne discuta in un’apposita ed urgente Direzione Regionale del Partito anticipando fin d’ora la mia personale contrarietà a qualsivoglia confusione tra il Popolo della Libertà ed il P.D..

Campobasso, 10 marzo 2008

Michele Petraroia