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FEDERALISMO. IORIO E VITAGLIANO FESTEGGIANO NEL MENTRE IL MOLISE AFFONDA.

Il Disegno di Legge sul federalismo approvato in Consiglio dei Ministri, in attuazione dell’art.119 della Costituzione, è un testo cornice che nella migliore delle ipotesi diventerà legge insieme alla Finanziaria 2009 per il prossimo 31 dicembre. Successivamente ci vorranno 24 mesi per istruire i decreti attuativi e dal 2011, se tutti i tempi saranno rispettati, partirà una fase di rodaggio che si protrarrà orientativamente fino al 2015 / 2020. La proposta approvata dal Governo accontenta tutti perché per ora è semplicemente una scatola vuota. Ci si limita a fissare i principi a cui attenersi e si rinvia lo scontro tra Nord e Sud, tra Regioni e Comuni, tra grandi territori e aree marginali alla fase successiva quando dovranno essere contabilizzati i costi standard dei servizi sanitari, scolastici e dell’assistenza, e in misura differente del trasporto pubblico locale. Solo allora si farà il raffronto con la spesa storica e si potrà verificare chi ci perde e chi ci guadagna. Sta di fatto che il Governo si propone a regime un risparmio nel funzionamento di Regioni, Province e Comuni pari a 14 / 16 miliardi di euro l’anno. Quindi il Fondo Perequativo previsto per le compensazioni verso le Regioni più deboli ed il Coordinamento Unificato a livello nazionale dell’attuazione del federalismo fiscale potranno ridurre, attutire o diluire ma non eliminare l’impatto negativo di una riforma pensata dal Nord in chiave egoistica e rompendo i principi costituzionali di coesione solidale nazionale con parità di trattamento tra tutti i cittadini della Repubblica. Per questo il Molise dovrà vigilare insieme alle altre regioni minori e con quelle del Mezzogiorno perché nella definizione dei decreti delegati non venga ulteriormente penalizzato. E farebbero bene Iorio e Vitagliano ad attenersi ai principi di rigore finanziario e responsabilità degli amministratori contenuti nel disegno di legge che festeggiano, facendo chiarezza sui conti pubblici regionali compreso il debito sanitario ( il più alto d’Italia pro-capite ), l’emissione di bond e utilizzo di derivati, l’approvazione del bilancio consuntivo 2007, dell’assestamento 2008, del Dpef regionale 2009 con i relativi allegati di tutti gli enti sub-regionali e società partecipate. Farebbero bene a concentrarsi sulla brutta crisi dello Zuccherificio, la delicata vicenda della Solagrital-Arena, il crollo del settore manifatturiero ( vedi pastifici, indotto tessile e meccanico, Itam, Fonderghisa,ecc. ). Non si è capito che la prima regola del federalismo fiscale è tassare il proprio territorio per garantirsi i servizi essenziali. E se crolla l’economia e non c’è produzione sufficiente né lavoro salariato, in Molise, chi potrà pagare le tasse ? E in una situazione di crisi non sarebbe opportuno dare un segno riducendo le spese inutili della politica ( viaggi all’estero, altri 8 assessori regionali esterni, centinaia di collaborazioni e consulenze, fitti spaventosi per uffici pubblici, decine di commissari a vita in enti arcaici, due sedi a Roma, macchine lussuose, propaganda televisiva su atti non pronti) ?

Campobasso, 4 ottobre 2008

Michele Petraroia