CHIUSO NELLA NOTTE IL CONSIGLIO REGIONALE SULLE MODIFICHE AL PIANO SANITARIO.
Dopo 15 ore di dibattito la Maggioranza approva alcune modifiche all’assetto sanitario regionale producendo un atto di arroganza istituzionale che ha imposto la discussione in Aula senza consegnare in anticipo né i dati sui conti del sistema né la documentazione da esaminare. Nella proposta di legge della Giunta si apportano vari mutamenti alla vecchia normativa e con un colpo di mano si presenta direttamente in Consiglio un emendamento con cui le 200 pagine del Piano Sanitario Regionale ( non validato dai Ministeri con nota del 17.9.08 ) assumono valore di legge. Accentramento di funzioni e di poteri. Esautoramento del Consiglio, delle parti sociali e degli Enti Locali oltre che degli operatori e dei territori. Nessuna autocritica su una situazione al limite del collasso che ha visto il Governo Berlusconi inoltrare una diffida a porre rimedio pena il Commissariamento della Regione sul settore. Nessun cenno a un tran tran che negli anni ha fatto accumulare debiti per centinaia di milioni di euro, innalzare al livello massimo le tasse e le addizionali, ridurre l’offerta delle prestazioni e dei servizi con liste d’attesa sempre più lunghe e tagli a farmaci, a malattie rare, a centri di riabilitazione e in generale al sistema sanitario pubblico. Nessun riferimento alle questioni etiche riferite a procedimenti giudiziari in corso che traggono spunto proprio dalla gestione della sanità regionale. Per assurdo si è ostentato e illustrato un inesistente sistema efficiente, efficace e di elevata qualità. In conclusione dei lavori dopo un ulteriore colpo di mano della Presidenza dell’Aula che ha cancellato immotivatamente 77 emendamenti presentati dal collega Leva si è tentato di impedire anche la mia dichiarazione di voto contrario con interruzioni ripetute e contestazioni del Presidente della Giunta che ha sostenuto la propria indisponibilità a confrontarsi in Consiglio su questi temi fino a quando qualcuno dell’opposizione si comporta in modo a lui sgradito. Tali affermazioni sono senza commento. Messo alle strette da difficoltà e contraddizioni che stanno esplodendo nel sistema sanitario molisano e non potendo più attribuire colpe al Governo Nazionale l’On. Iorio non ha una risposta né un’idea di come intervenire per restituire efficienza alla sanità regionale garantendo i livelli essenziali di assistenza e evitando altri tagli che Roma ritiene ineludibili.
Campobasso, 19 novembre 2008
Michele Petraroia