CONSIGLIO UMILIATO ! LA REGIONE MOLISE PEGGIO DEL GOVERNO NAZIONALE.
Il Parlamento Italiano è stato ridotto a luogo di ratifica di provvedimenti importanti quali la manovra di bilancio, la riforma della scuola e le norme di impunità del Capo del Governo contenute nel lodo Alfano. Si procede a colpi di Decreti Legge emanati dal Consiglio dei Ministri e sia alla Camera che al Senato si procede a colpi di fiducia impedendo il confronto e negando il diritto di parola alle minoranze. Sulla stessa scia si muove il Vice-Presidente della Conferenza Stato-Regioni, il Sen. Michele Iorio, Presidente della Regione in Molise che ha ben pensato di azzerare la Giunta senza avvertire il dovere istituzionale e la sensibilità democratica di presentarsi in Consiglio per spiegarne le ragioni nel luogo preposto. Cade un Governo Regionale dopo soli 20 mesi di attività. Si procede con un atto politicamente forte quale quello dell’azzeramento di tutti gli Assessori e non ci si presenta in Aula nel Consiglio già convocato per oggi alle 15.00 per illustrare le motivazioni della crisi di Maggioranza. E’ grave calpestare le regole democratiche elementari. Ed è ancora peggio non riconoscere nelle sedi istituzionali preposte il luogo di un corretto confronto politico o sostenere il calciomercato dei cambi di casacca. Nel mentre è da irresponsabili, nell’attuale crisi finanziaria dei mercati, perorare l’incompatibilità tra le cariche di Consigliere e di Assessore con un aggravio di 2 milioni di euro l’anno sul bilancio dell’Ente aumentando del 25% i costi di funzionamento degli Organi della Regione. Ma il fatto ancor più grave è il metodo autoritario utilizzato con l’azzeramento della Giunta per indurre forzosamente gli Assessori a dimettersi da Consiglieri e ridurli a rango di staff del Governatore con meno diritti di un qualsiasi collaboratore o funzionario. Altro che Popolo delle Libertà questi sistemi annientano il pluralismo democratico interno alla Maggioranza e trasmettono ai cittadini un messaggio sgradevole di corte medievale.
Campobasso, 7 ottobre 2008
Michele Petraroia