In Regione Molise

 

 

INIZIATIVE

 

 

 

 

SUL  FASCISMO  E  SULLA  LEGALITA’  IL CONSIGLIO  REGIONALE  DEL  MOLISE  SI  LAVA  LE  MANI  !

 

In provincia di Isernia ripetutamente sono state presentate liste elettorali alle amministrative coi simboli del fascio littorio ad opera di soggetti che si richiamano direttamente al Partito Fascista e lo inneggiano sulla stampa locale in palese contrasto con la Costituzione e le leggi 645/52, 152/75, 654/75 e 205/93. Il Consiglio Regionale del Molise chiamato a votare una delibera di presa di distanza e di condanna  nella seduta del 23 gennaio 2009 se ne lava le mani, minimizza la questione tra le negazioni della strategia della tensione, delle condanne per le stragi di Piazza Fontana e della Stazione di Bologna fino a rivendicare meriti al Governo Tambroni e alla pensione della vedova di Benito Mussolini conquistata con sentenza dei Tribunali Italiani quale moglie di un Primo Ministro.
No  comment !   Un episodio istituzionale  inquietante !!!
Nella stessa seduta, la Maggioranza ha respinto un ordine del giorno sui temi della legalità legati ad un’inchiesta giudiziaria sulla gestione della sanità del Basso Molise in cui sono indagati 110 persone tra politici, manager, dirigenti, medici e imprenditori. Eppure nonostante il debito pro-capite più alto d’Italia  nella sanità che ha obbligato la Regione a firmare un Piano di Rientro col Governo basato su un aumento delle tasse per i prossimi 30 anni anziché avere il coraggio di archiviare metodi dubbi si procede ad assumere uno degli indagati con chiamata diretta, senza concorso, tra i dirigenti regionali. 
Perché non si vuole tagliare con un passato così disastroso, si volta pagina e ci si costituisce parte civile nel processo in difesa della comunità ?
Campobasso, 24 gennaio 2009       

Michele Petraroia