NON CHIEDERTI COSA PUO’ DARE IL P.D. A TE. COMINCIA TU A OFFRIRE TEMPO, PASSIONE E COMPETENZA AL PARTITO DEMOCRATICO MOLISANO !

Un nostro militante mi ha inviato una bellissima poesia di Bertold BRECHT che sintetizza più di mille parole vuote lo stato d’animo di quanti hanno assistito al trionfo della destra subendo una pesante disfatta elettorale. Non aggiungo nulla ai contenuti dello scritto di Brecht potrei solo sminuirlo e ne condivido le conclusioni “ Non aspettarti nessuna risposta oltre la tua “.
Una crisi così devastante che ha portato i voti del PD in Molise da 62 mila alle politiche del 2006 a 21 mila delle europee 2009 non si supera puntando il dito contro qualcuno ma riflettendo tutti insieme sulle responsabilità collettive del gruppo dirigente regionale. Ed è sbagliato inveire contro gli altri senza partire da se stessi e dal contributo negativo che si è dato per concorrere all’autodistruzione del PD.
La dirigenza nazionale che guiderà il partito molisano fino alle primarie del 25 ottobre potrà fare poco o nulla se persisteranno divisioni, arroccamenti e scontri interni infiniti. E chiunque si candiderà e vincerà le primarie per la segreteria regionale si troverà di fronte un muro invalicabile se non si fanno uno o più passi indietro da parte di tutti con un generale bagno di umiltà. Per questo in ore così concitate non serve il posizionamento tattico né è utile inseguire soluzioni legate a tale o tal’altro dirigente, il PD in Molise ha un futuro se recupera la capacità di giocare in squadra unendo tutte le energie possibili e motivando all’impegno coloro che da troppo tempo si sono chiusi in casa allontanandosi dalla politica attiva. Solo un gruppo dirigente coeso e solidale potrà, nel pieno rispetto del pluralismo interno, rilanciare il Partito Democratico Molisano. Nessun individuo, commissario o segretario che sia, nazionale o locale, sarà in grado da solo di aprire i circoli comunali, radicare il PD sul territorio, riallacciare i rapporti con sindacati, imprese e amministratori, cucire nuove alleanze e definire una strategia vincente per le prossime scadenze elettorali. Nulla di nuovo sotto il sole, già Antonio Gramsci 90 anni fa teorizzava giustamente che i più deboli hanno una sola possibilità per sconfiggere i più forti . E tale ipotesi era, è, e sarà sempre : “ Organizzarsi e unirsi in un partito “. Quando si abbandona questo solco storico, ci si disgrega e si copia l’avversario, si va incontro a sicure e ripetute sconfitte.
Campobasso, 21 giugno 2009
Michele Petraroia
A CHI ESITA
Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.
E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può più mentire.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d'ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha travolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.
Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto ? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?
O contare sulla buona sorte?
Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.
Bertolt Brecht
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