Il sito del consigliere Petraroia

PIANO  CASA  6  SI  ALL’EMENDAMENTO PETRAROIA  E  6  NO. PASSA IL COLLEGATO ALLA FINANZIARIA SU SOCIALE, MINORI, POVERTA’  E MALATTIE RARE.

 

6  voti a favore  e 6 contro. Per un soffio il Consiglio Regionale non ha approvato l’emendamento Petraroia  che vincolava le future concessioni  edilizie sul Piano Casa al rispetto rigoroso delle norme antisismiche e a quelle sul risparmio energetico. I comuni avevano chiesto una proroga di 30 giorni per definire gli adempimenti di legge ma l’arroccamento della Maggioranza ha respinto i due emendamenti a firma di Romano e Petraroia. Approvato all’unanimità il collegato alla Finanziaria che impegna la Giunta a reperire le risorse in favore dei comuni che hanno minori presso Istituti, per incrementare i fondi sul sociale, contro la violenza su donne e minori, per contrastare la povertà estrema e per intervenire sulle malattie rare. Stranamente il Consiglio ha bocciato con un margine risicato sia il collegato al Bilancio sul taglio al servizio di trasporto pubblico locale e sia sull’intervento in favore delle famiglie di Trivento colpite dalla frana di Vivara. Sul primo punto è un obbligo aprire un confronto con i sindacati, i comuni e le rappresentanze degli utenti per vedere dove e come si tagliano 5 milioni di chilometri di servizio di trasporto pubblico. La bocciatura della mozione lancia un messaggio negativo ai lavoratori, pendolari, studenti e amministratori locali circa i criteri che si seguiranno nella soppressione di collegamenti e di corse di autolinee. Sulla questione della frana di Vivara è singolare che dei cittadini colpiti dal sisma o da altre calamità hanno accesso a determinate opportunità nel mentre chi perde la casa, l’azienda e il lavoro per una frana ha diritti inferiori come fosse un cittadino di serie B). Mi sarei aspettato un voto unanime al collegato che impegnasse la Giunta ad assicurare parità di trattamento e uguaglianza di condizioni tra tutti coloro che hanno subito un evento calamitoso ex-legge 225/92. Non vorrei che i diritti dei cittadini evolvessero in favori da concedere per intercessione delle istituzioni anziché rappresentare una certezza in termini di civiltà e di dignità.
Campobasso, 8 febbraio 2010
Michele Petraroia

 

 

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