SOLIDARIETA’ DAL MOLISE ALLA GIORNALISTA ROSARIA CAPACCHIONE. FRONTE COMUNE CONTRO LA CAMORRA.
Rosaria Capacchione, coraggiosa giornalista campana de IL MATTINO, autrice di diversi libri che raccontano la schiavitù in cui sono costretti a vivere interi territori dominati dai Boss della Camorra, è stata recentemente e nuovamente minacciata dalle cosche riconducibili al Clan dei Casalesi. Rosaria vive da anni sotto scorta per aver osato ribellarsi al magma della stampa locale che tutto dice per non dire nulla che disturbi il potente di turno. Ha scelto di fare la giornalista e non lo scendiletto di chi comanda, sapendo ovviamente, che la libertà in ampie aree dell’Italia Meridionale è una finzione collettiva più che una pratica diffusa. A Rosaria che è stata diverse volte in Molise a testimoniare la sua esperienza rivolgiamo un incoraggiamento a proseguire per la sua strada, a continuare a battersi anche per i servi che hanno piegato la schiena e si sono venduti al sistema di potere che intreccia camorra, affari e cattiva politica. Comuni sciolti per mafia, controllo degli appalti, stampa asservita, traffici dei rifiuti tossici, strutturazione di un’Anti Stato che sostituisce le istituzioni democratiche. Queste le denunce di Rosaria Capacchione che devono metterci in guardia e indurci a unirci contro i tentativi di infiltrazioni malavitose in Molise. Gli esempi di queste ore con una ditta di Cercemaggiore che ha subito una pesante intimidazione a colpi di fucilate a Fragneto Monforte, la vicenda delle due cave di Colle Alto a 100 metri dalla Stazione di Sepino, le confische di beni, patrimoni e case a Boss della criminalità, la scomparsa di una testimone di giustizia perseguita da una cosca della Ndrangheta e tanti altri episodi, dovrebbero spingerci a dare meno rilievo alle sagre paesane e maggiore attenzione ai rischi che corriamo. Il miglior modo per esprimere solidarietà a Rosaria Capacchione, Saviano, Ingroia e ai tanti italiani in prima linea contro la criminalità è tenere lontane dal Molise, Mafia, Ndgrangheta e Camorra.
Campobasso, 13 febbraio 2010
Michele Petraroia


