Il sito del consigliere Petraroia

STATUTO  E  MERCATO  POLITICO

La rapida approvazione di un nuovo Statuto Regionale rappresenta un obiettivo condiviso perché è ineludibile aggiornare la Carta Costituzionale del Molise con principi chiari, regole stringenti e norme rigorose. Tenere in vita uno Statuto del 1971 agevola una gestione arbitraria e discrezionale delle Istituzioni che non di rado vengono piegate alle contingenze della Maggioranza  e del Governatore Pro-Tempore. A volte nasce il dubbio che se sono trascorsi inutilmente otto anni è perché, in fin dei conti, è preferibile non approvare un nuovo Statuto così che possa persistere un uso di parte dell’Amministrazione. Mi riferisco in particolare alla regola imposta delle dimissioni dei consiglieri chiamati a svolgere le funzioni di Assessori che hanno aumentato del 25% il numero degli  amministratori con connesso aggravio di spese e nessun beneficio per i cittadini. Al contrario, i componenti della Giunta privati dello Status di Consiglieri, assumono le vesti di uno Staff del Presidente non potendosi più opporre alle sue scelte pena il ritiro della delega com’è accaduto prima a Emilio Orlando e quindi a Sandro Arco. Né è immaginabile costruire sedi sostitutive o luoghi istituzionali aggiuntivi, a carico del pubblico erario, per rimuovere gli Assessori in carica in una catena infinita di dimissioni e cooptazioni che ampliano a dismisura il numero delle cariche elettive. Con una crisi acuta che morde in tutti i settori e produce nuove povertà in un Molise privo di un progetto per il futuro sarebbe stato auspicabile sciogliere l’ARSIAM e mettere in piedi, una sola ed efficiente Fondazione per la Cultura anziché moltiplicare sedie, sgabelli e strapuntini. I consiglieri possono tranquillamente svolgere le funzioni assessorili come è stato fatto per 35 anni con la garanzia di avere una Giunta in cui non c’è l’obbligo di votare a favore a prescindere dal merito dei provvedimenti. Per queste ragioni mi auguro che il dibattito sul nuovo Statuto non oscilli tra il non approvarlo mai  o limitarsi a ratificare i mutamenti unilaterali già imposti dal Presidente della Giunta con condizioni capestro che hanno aumentato considerevolmente la spesa e incrementato oltre misura i suoi poteri.
Campobasso, 7 dicembre 2009

Michele Petraroia

                                                                                             

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