Le cariche della Polizia a Roma contro gli studenti con le mani alzate che manifestavano contro i tagli sulla scuola rappresentano un pessimo segnale per la nostra democrazia. La drammaticità della crisi non può essere risolta colpendo i diritti universali di cittadinanza come la sanità e la scuola, né può evolvere nell’espulsione di decine di migliaia di precari dal mondo del lavoro lasciandoli senza tutele e sostegni al reddito.
Le lotte in difesa del lavoro e le iniziative per il diritto allo studio meritano un maggior impegno da parte del Governo, impongono l’umiltà di un confronto tra Istituzioni e rappresentanze sociali, sollecitano misure più efficaci per i ceti meno abbienti che non ce la fanno a reggere l’urto della crisi e suggeriscono un’apertura al dialogo.
La democrazia costituzionale italiana va affermata rispettando la divisione dei poteri, i diversi ruoli istituzionali di tutti gli Organi dello Stato, garantendo la libertà d’informazione e rispettando chi intende manifestare il proprio pensiero anche nelle pubbliche piazze. I problemi non si risolvono a colpi di manganello sulla testa dei ragazzi che lottano per poter continuare a studiare.
Campobasso, 11 dicembre 2009
Michele Petraroia


